Ah, come scrivevo bene nel 2002… Ok, l’ho ripetuto alla nausea, non sono la stessa persona di dieci anni fa, non voglio fare le medesime cose all’infinito. Dubito ne sarei in grado, peraltro. Non è solo un problema di ispirazione; c’entra anche e soprattutto la mia capacità di concentrarmi. In quegli irripetibili diciotto mesi, tra giugno 2001 e dicembre 2002, potevo stare senza problemi sei, otto, talvolta persino dieci ore filate davanti al computer a scrivere. Ciò mi è ormai impossibile, già da parecchi anni, è un problema con cui ho imparato a convivere. Faccio di necessità virtù e credo sinceramente che la qualità dei romanzi più recenti non risenta della mia minore produttività.
Fatto sta che il mio sito ufficiale è nato in primis per autocelebrarmi! Dunque, ben venga la divulgazione dell’intero mio catalogo letterario, comprese le cose più vecchie, quantunque distanti anni luce da ciò che sono adesso, come artista e come persona.
Oggi, tanto per dire, è il decimo anniversario del completamento di “Quarto foglio protocollo”, il mio secondo romanzo. Per festeggiare la ricorrenza, sul mio sito ufficiale http://www.ljuboungherelli.it è possibile scaricarlo liberamente con licenza Creative Commons. E leggerlo, s’intende.
“Quarto foglio protocollo” è il “romanzo gemello” di “Focolaio del treno”, nonché il suo antefatto. L’atmosfera è meno claustrofobica, i protagonisti più giovani e la storia più dinamica. Non mancano comunque parti introspettive che, meno strazianti e sofferte rispetto agli anni successivi, allorquando lo “Scream of consciousness” avrebbe deflagrato con una potenza lancinante, occupano egualmente un posto di primo piano all’interno del romanzo.
Al solito, vi risparmio in questa sede ulteriori dettagli. Vi rimando eventualmente alla nota di edizione, anch’essa scaricabile dal sito.
Mi rendo conto di starvi proponendo una sfida ardua, con un testo dalla mole imponente e dalla prosa tutt’altro che lineare. Tuttavia, se vi va di accettarla, non dubito ne trarrete notevole soddisfazione. Pertanto, buona lettura!
martedì 16 ottobre 2012
sabato 1 settembre 2012
"Posta da far male" - Il mio nuovo romanzo!
Oggi è un giorno importante per me. Posso infatti annunciare al mondo la pubblicazione, sul sito http://www.ljuboungherelli.it, del mio nuovo romanzo, il primo dopo quattro, lunghissimi anni di silenzio.
Poco importa se il mondo di cui sopra, assai di rado s’è mostrato interessato alle mie peripezie di scrittore, ed ha ignorato i tanti capolavori che ho consegnato ai posteri. Io sto bene. E questo mi basta.
“Posta da far male” è il mio dodicesimo romanzo. Un romanzo epistolare. Un romanzo di rottura. Sviscerate ampiamente le tematiche relative alla cosiddetta “periferia esistenziale”, esploso in ogni intonazione possibile ed immaginabile lo “Scream of consciousness”, il mio nuovo lavoro prende le distanze dal passato, per assecondare il desiderio di cambiamento, che da sempre mi porta a non fossilizzarmi su certezze già acquisite e pertanto prevedibili.
A testimonianza di ciò, “Posta da far male” è un testo leggero, scritto in una prosa semplice e priva di imponenti paginoni introspettivi, uno dei miei marchi di fabbrica nel periodo 2001–2008.
Quando ho iniziato a concepire l’idea di un nuovo romanzo, già nella primavera del 2011, avevo la ferma intenzione di lasciarmi tutto alle spalle. Fanculo la nostalgia, fanculo i discorsi tipo “si stava meglio quando si stava peggio”. Non sono la stessa persona di cinque o dieci anni fa, non voglio fare le stesse cose di allora, men che mai sul piano artistico.
Non mi dilungo in questa sede. Per ulteriori delucidazioni, vedasi la nota di edizione, liberamente scaricabile con licenza Creative Commons, così come il romanzo stesso.
Un cambiamento è in atto, non so bene dove mi porterà, ma sento di beneficiare di questo afflato di novità. È un discorso a più ampio raggio, nel quale ovviamente rientra la ripresa della mia attività di scrittore, qui in oggetto.
Oggi è un giorno importante per me. “Posta da far male” rappresenta senz’altro una decisiva tappa d’approdo per la mia voglia di rimettermi in discussione e sfuggire alla banalità ed alla routine. Spero venga letto e apprezzato, nonché compreso, specie da chi era abituato alle mie vecchie cose.
Le quali, peraltro, restano parte della mia vita, sono a disposizione di chiunque voglia leggerle, e rappresentano degnamente l’onnipotenza letteraria degli anni d’oro.
Io, però, guardo sempre avanti. Il futuro è ancora tutto da scrivere…
Poco importa se il mondo di cui sopra, assai di rado s’è mostrato interessato alle mie peripezie di scrittore, ed ha ignorato i tanti capolavori che ho consegnato ai posteri. Io sto bene. E questo mi basta.
“Posta da far male” è il mio dodicesimo romanzo. Un romanzo epistolare. Un romanzo di rottura. Sviscerate ampiamente le tematiche relative alla cosiddetta “periferia esistenziale”, esploso in ogni intonazione possibile ed immaginabile lo “Scream of consciousness”, il mio nuovo lavoro prende le distanze dal passato, per assecondare il desiderio di cambiamento, che da sempre mi porta a non fossilizzarmi su certezze già acquisite e pertanto prevedibili.
A testimonianza di ciò, “Posta da far male” è un testo leggero, scritto in una prosa semplice e priva di imponenti paginoni introspettivi, uno dei miei marchi di fabbrica nel periodo 2001–2008.
Quando ho iniziato a concepire l’idea di un nuovo romanzo, già nella primavera del 2011, avevo la ferma intenzione di lasciarmi tutto alle spalle. Fanculo la nostalgia, fanculo i discorsi tipo “si stava meglio quando si stava peggio”. Non sono la stessa persona di cinque o dieci anni fa, non voglio fare le stesse cose di allora, men che mai sul piano artistico.
Non mi dilungo in questa sede. Per ulteriori delucidazioni, vedasi la nota di edizione, liberamente scaricabile con licenza Creative Commons, così come il romanzo stesso.
Un cambiamento è in atto, non so bene dove mi porterà, ma sento di beneficiare di questo afflato di novità. È un discorso a più ampio raggio, nel quale ovviamente rientra la ripresa della mia attività di scrittore, qui in oggetto.
Oggi è un giorno importante per me. “Posta da far male” rappresenta senz’altro una decisiva tappa d’approdo per la mia voglia di rimettermi in discussione e sfuggire alla banalità ed alla routine. Spero venga letto e apprezzato, nonché compreso, specie da chi era abituato alle mie vecchie cose.
Le quali, peraltro, restano parte della mia vita, sono a disposizione di chiunque voglia leggerle, e rappresentano degnamente l’onnipotenza letteraria degli anni d’oro.
Io, però, guardo sempre avanti. Il futuro è ancora tutto da scrivere…
lunedì 2 luglio 2012
"Cacciatori di betoniere" - Nuovo lavoro ristampato sul sito!
Dieci anni, come vola il tempo, non ci son più le mezze stagioni...
In realtà, mi pare intercorsa una vita. Il 2 luglio è storicamente una ricorrenza infausta per la mia famiglia. Ad ogni modo, il 2 luglio 2002, dopo una lavorazione iniziata al principio di quell’anno, portavo a compimento “Cacciatori di betoniere”. Oggi, 2 luglio 2012, sul mio sito ufficiale http://www.ljuboungherelli.it sopraggiunge l’obbligata ristampa dell’opera.
All’epoca, ero convinto d’aver creato un capolavoro assoluto. Oggi, questa raccolta di quindici “epifanie e storie di periferia” mi appare comunque sotto una luce piacevolissima, sebbene mi renda conto che non tutto gira alla perfezione, ed alcuni passi difettano della maturità che avrei acquisito qualche anno più tardi, e che avrebbe reso immortali testi nei quali l’onnipotenza della mia scrittura sopperisce a un innegabile calo d’ispirazione.
Ebbene sì, a fronte di qualche pecca, ritengo inarrivabile l’estro creativo che seppi dispensare nel trittico iniziale della mia bibliografia, in particolare in “Cacciatori di betoniere”. Ero un fiume in piena d’idee brillanti e originali, la capacità di sviluppare a ciclo continuo ogni aspetto della narrazione (episodi, personaggi, dialoghi, ambientazioni, introspezione) è qui di un’efficacia che non ha eguali. Certo, questo mio andare a briglia sciolta comportava degli effetti collaterali, talvolta mi lasciavo prender la mano e ciò inevitabilmente nuoce alla leggibilità di determinate pagine.
La mia cifra stilistica, così diversa da quella che mi avrebbe in seguito contraddistinto, merita la lettura, e l’approccio è senza dubbio più immediato e leggero rispetto ai due romanzi coevi, “Focolaio del treno” e “Quarto foglio protocollo”.
Al solito, “Cacciatori di betoniere” è liberamente scaricabile con licenza Creative Commons, assieme a prima e quarta di copertina (quest’ultima davvero da antologia!), e alla nota all’edizione digitale.
Non aggiungo altro, se non che nel giro di qualche mese, massimo un anno, l’intero mio catalogo letterario sarà a disposizione di chiunque desideri immergersi nell’opera omnia del più grande scrittore vivente!
In realtà, mi pare intercorsa una vita. Il 2 luglio è storicamente una ricorrenza infausta per la mia famiglia. Ad ogni modo, il 2 luglio 2002, dopo una lavorazione iniziata al principio di quell’anno, portavo a compimento “Cacciatori di betoniere”. Oggi, 2 luglio 2012, sul mio sito ufficiale http://www.ljuboungherelli.it sopraggiunge l’obbligata ristampa dell’opera.
All’epoca, ero convinto d’aver creato un capolavoro assoluto. Oggi, questa raccolta di quindici “epifanie e storie di periferia” mi appare comunque sotto una luce piacevolissima, sebbene mi renda conto che non tutto gira alla perfezione, ed alcuni passi difettano della maturità che avrei acquisito qualche anno più tardi, e che avrebbe reso immortali testi nei quali l’onnipotenza della mia scrittura sopperisce a un innegabile calo d’ispirazione.
Ebbene sì, a fronte di qualche pecca, ritengo inarrivabile l’estro creativo che seppi dispensare nel trittico iniziale della mia bibliografia, in particolare in “Cacciatori di betoniere”. Ero un fiume in piena d’idee brillanti e originali, la capacità di sviluppare a ciclo continuo ogni aspetto della narrazione (episodi, personaggi, dialoghi, ambientazioni, introspezione) è qui di un’efficacia che non ha eguali. Certo, questo mio andare a briglia sciolta comportava degli effetti collaterali, talvolta mi lasciavo prender la mano e ciò inevitabilmente nuoce alla leggibilità di determinate pagine.
La mia cifra stilistica, così diversa da quella che mi avrebbe in seguito contraddistinto, merita la lettura, e l’approccio è senza dubbio più immediato e leggero rispetto ai due romanzi coevi, “Focolaio del treno” e “Quarto foglio protocollo”.
Al solito, “Cacciatori di betoniere” è liberamente scaricabile con licenza Creative Commons, assieme a prima e quarta di copertina (quest’ultima davvero da antologia!), e alla nota all’edizione digitale.
Non aggiungo altro, se non che nel giro di qualche mese, massimo un anno, l’intero mio catalogo letterario sarà a disposizione di chiunque desideri immergersi nell’opera omnia del più grande scrittore vivente!
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